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Painting is silent poetry, and poetry is painting that speaks. Simonides

Massimo Marano











"Massimo Marano was born to Monteforte Irpino (AV) in 1956. 
He has been graduated in Industrial Design to the ISIA in Rome and he founded Mastergrafica advertising agency. 
Its artworks are present in many parts of the world, commissioned from private and public agencies.
His painting have a mature artistic personality and a color full of sensation. 
The forms assume new value in contrast between shadows and lights. 
The light create the space and give the form to the bodies, graze or leave them hidden in the shadows.The light brush exalt his paint that acquire a hight emotion value"









"Massimo Marano è nato a Monteforte Irpino (AV) nel 1956. Dopo aver frequentato l'Istituto d'Arte di Avellino, ha conseguito la laurea in Industrial Design all' ISIA di Roma. Dal 1974 ha dedicato la sua attività al mondo dell'arte, dipingendo e fondando nel 1980 la Mastergrafica, uno studio di grafica pubblicitaria. Le sue opere sono presenti in varie parti del mondo, commissionate da privati e da enti pubblici. Opere che rivelano una matura personalità artistica e una sensibilità coloristica carica di umori. 


Ombre e Luci 

Le forme assumono nuovo valore nel contrasto tra ombre e luci. E' la luce a creare lo spazio , a dare sostanza ai corpi, a sfiorarli o a lasciarli nascosti nelle ombre. Le pennellate agili e lievi esaltano i suoi temi che acquistano un valore altamente emozionale.





"L'arte della pittura ha un suo magico mistero, e richiede doti molto speciali.
Molte volte mi sono chiesto da dove provenga quella particolare esigenza interiore di esprimere le proprie emozioni tramite il colore e il segno, in un racconto chiuso e concluso quando si tratta di figurazione, o aperto all'infinito, come accade a non pochi pittori dediti alla ricerca informale.
Una possibile risposta, che mi soddisfa perché esaustiva, mi è stata data da questo recente ciclo di dipinti a olio su tela di Massimo Marano, dedicato a I colori del Blues, dove la musa ispiratrice è l'armonia triste e gioiosa del jazz, amorosamente evocata in questi musicanti di concreta evidenza espressiva.
Per il nostro occhio vigile sono qui presenti molti elementi di tenuta: il nostro maestro di Avellino, in ogni sua composizione pretende tutto da se stesso e risponde appieno a ciò che si richiede alla pittura, secondo i canoni della tradizione.
Massimo Marano, e di questo gli si è grati, nulla lascia al caso durante la suadente stesura del colore, giocato attraverso puntigliosi passaggi, meticolose campiture, grazie alle quali le immagini rimangono magicamente compatte.
Le tonalità cromatiche, eseguite alla maniera degli antichi, sono condotte con occhio vigile e mano sapiente, perché lo scopo principe di Marano è inscenare la luce e l'ombra nel quadro, come ovvietà reale ed esistenziale del mondo dei suoi musicisti, che vivono della luce del suono.
Nel taglio espressivo, egli tiene anche conto della connotazione sociale e psicologica con una partecipazione emotiva, che trasmette le stesse emozioni a chi osserva.
Questi musicisti appaiono in totale simbiosi con i loro strumenti. Sono quindi narrazioni visive che suscitano, attraverso l'apparente staticità della tela, sensazioni di suoni e voci di canto.
Naturale e persino ovvio il riferimento a New Orleans con i suoi locali, con le sue strade, con i dignitosi musicanti di colore: ed è questo il repertorio poetico di Massimo Marano, che egli rende emblematico in una sapiente enunciazione figurativa, che ha una sua classicità nella rappresentazione.
Al centro della ricerca di Marano, l'apporto tematico della musica come prima attrice della pittura è anche lo specchio di un'altra verità, quella esistenziale dell'uomo che riscatta dolore e miseria attraverso la magia di un rito antico e sublime.

Paolo Levi"


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