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Painting is silent poetry, and poetry is painting that speaks. Simonides

Max Gasparini









Max Gasparini è nato a Rovato (Bs) nel 1970.
Vive e lavora in provincia di Bergamo.
Frequenta il liceo artistico poi si dedica al restauro di opere d'arte.
Autodidatta, dipinge da sempre, senza peraltro sentire l'esigenza di esporre. Gli studi sulla pittura classica si riflettono nei suoi soggetti intimisti : ritratti, nature morte, paesaggi; realizzati con tecnica ad olio e tempera all'uovo su tavola .
Nel 2007 “incontra” il cartone da imballaggio che lo libera dal cavalletto e dalle tecniche canoniche. Max scopre le grandi pennellate, la liberazione gestuale, le colature e le tecniche più disparate, a volte casuali, arrivando al paradosso di realizzare quadri con lo sverniciatore.
Con la liberazione totale dai precedenti schemi arriva la voglia di esporre.
Il viso femminile come “TUTTO”, rappresentazione dell'universo (da Platone ) e inteso come figurazione della TERRA GENITRICE è la tematica del lavoro degli ultimi due anni.
I colori, così come i bianchi e neri, investono con impeto i numerosi supporti scelti, creando percorsi originali con la materia entro un costante rapporto-guida dell'artista che feconda gli incontri.
Scompaiono le tele bianche, lasciando posto a vecchie lamiere arrugginite. Non più mondi sconosciuti ma uno sguardo all'indietro, utilizzando materiali animati da chi ne ha già usufruito. Il vecchio rifiuto e la ruggine di ieri in compenetrazione d'anime con la pittura la sua ideazione.






“Sogni e speranze, delusioni e dolore. Sono quelli che trovano forma nel 
lavoro di Max Gasparini, perfetta fusione di accenti lirici e suggestioni 
espressioniste.
La giornata è finita. La folla si disperde e diventa persona, umanità. MaxGasparini fa di questa umanità la materia di un lavoro intimista, costruito a grandi pennellate che, se al primo sguardo possono dare l’impressione di un’ispirazione immediata e di un procedere istintivo, si rivelano, ad uno studio più attento, meditate e pensate una ad una. declinate in pochi colori, spesso nelle sfumature di un solo colore, le sue donne sono apparizioni. Seducenti come sirene quando guardano lo spettatore, assumono 
una connotazione inquietante quando invece abbassano lo sguardo o chiudono gli occhi. Quando il loro pallore diafano, cereo, che va disfacendosi in colate di materia, raggela il loro sonno in atmosfere da morgue. Se il supporto che sceglie è il cartone, Gasparini regala gradevolissimi effetti di trasparenza lasciando parte della base al naturale. Altrettanto piacevole, sebbene diversissimo, è l’effetto quando invece l’artista decide di cambiare registro e di passare a una resa del soggetto quasi fotografica. 
Lì il fondo è una lastra, un nulla da cui il viso emerge come se affiorasse da un liquido denso e lattiginoso. Ma poi ecco che ci accorgiamo dell’illusione. Quello non è un viso: è solo un involucro. Una maschera che si indossa o si toglie a piacimento come in un grottesco giorno di Carnevale. “ Alessandra Redaelli 

















Awards
Finalista Premio Basi 2012
Finalista Wannabee prize international 2011
Vincitore Spoleto Festival art 2011
Finalista Wannabee prize international 2010


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